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FOCUS : RESTO AL SUD – NOVITÀ 2020

 

Il bando Resto al Sud di Invitalia è un finanziamento, di cui una parte a fondo perduto, nato nel 2017 con lo scopo di incentivare i giovani all’avvio di attività imprenditoriali nel Mezzogiorno. Con la legge di Bilancio 2020 Resto al Sud è stato pesantemente modificato, allargando la possibilità di parteciparvi a professionisti e alla fascia 35 / 45 anni. Vediamo cos’è, requisiti e come parteciparvi.

Il Bando di Invitalia “Resto al Sud” è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate dagli under 46 (nella precedente versione il limite di età era 35 anni) nelle regioni del Mezzogiorno con una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro. Dal mese di novembre 2019 i finanziamenti sono stati estesi anche alle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Il bando finanzia l’avvio di progetti imprenditoriali con un programma di spesa massimo di 200 mila euro. Ogni soggetto può ricevere un finanziamento a fondo perduto massimo di 50 mila euro.

Resto al Sud è promosso dal Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno e Invitalia ne è soggetto gestore. Si tratta di un incentivo a «sportello»: le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo.

All’interno del finanziamento Resto al Sud, con il Decreto Attuativo 134/2019 pubblicato in data 23 Novembre 2019 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 275, sono state introdotte una serie di modifiche che vedremo in questo articolo. Le principali sono l’estensione di età a 45 anni e l’inclusione dei professionisti con partita IVA.

Requisiti di Resto al Sud Invitalia

Le richieste di agevolazioni alla misura Resto al Sud possono essere presentate dai soggetti di età’ compresa tra i 18 e i 45 anni. Fino al 2019 Resto al Sud permetteva la candidatura solo soggetti con età compresa tra i 18 e 35 anni, la Legge di Bilancio 2020 ha rivisto questo aspetto.

I requisiti necessari al momento della presentazione della domanda sono:

  • Essere residenti in una delle seguenti regioni:
    • Abruzzo,
    • Basilicata,
    • Calabria,
    • Campania,
    • Molise,
    • Puglia,
    • Sardegna,
    • Sicilia,
    • Lazio,
    • Marche
    • Umbria;

 

 

  • Trasferire la residenza nelle suddette regioni dopo la comunicazione di esito positivo;
  • Non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • Non essere già titolari di altra attività di impresa in esercizio.
  • Solo per i professionisti titolari di Partita IVA (introdotti con la legge di bilancio 2020), non risultare titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Possono inoltre presentare richiesta di finanziamento Resto al Sud le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Attività finanziabili dal bando Resto al Sud

Molti dei nostri clienti che ci contattano per una consulenza su bandi o fundraising, ci chiedono quali siano le attività finanziabili da Resto al Sud. Facciamo un po’ di chiarezza quindi.

Partecipando al bando Resto al Sud di Invitalia è possibile avviare iniziative imprenditoriali per:

  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo.

Attività escluse dal finanziamento Resto al Sud

Attenzione però! Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.

 

Novità 2020

 

l Decreto legge n. 34/2020 cosiddetto Decreto “Rilancio” prevede all’articolo 245 un contributo aggiuntivo per coloro che hanno già beneficiato dell’agevolazione “Resto al Sud” con lo scopo di garantire la continuità aziendale e i livelli occupazionali gravemente minacciati dagli effetti socio-economici dell’emergenza Covid-19.

I contributi aggiuntivi saranno a fondo perduto a sostegno del “circolante” (per intenderci le risorse necessarie alla “vita di tutti i giorni”) delle attività produttive già beneficiare del bonus “Resto al Sud”, misura, ricordiamolo, già operante dal 2017 a sostegno di giovani imprenditori e soci di aziende residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre alle aree del cratere sismico del Centro Italia.

Dopo aver dettagliato le novità del Decreto Rilancio, ripercorreremo le caratteristiche principali di “Resto al Sud”.

Resto al Sud 2020: importo

La liquidità concessa è pari a:

  • 15 mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;
  • 10 mila euro per ciascun socio, fino ad un massimo di 40 mila euro per le imprese (comprese quelle in forma cooperativa).

Si precisa che i contributi concessi dovranno rispettare il regime “de minimis” previsto dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013 in materia di aiuti di stato.

 

 

Resto al sud 2020: requisiti

Per accedere ai contributi è necessario:

  • Aver completato il programma di spesa finanziato da “Resto al sud”;
  • Rispettare i requisiti sul corretto utilizzo delle agevolazioni;
  • Aver restituito, al momento della domanda dell’ulteriore contributo, tutte le rate del prestito bancario.

Resto al sud 2020: come fare richiesta

Per accedere ai fondi del Decreto rilancio è sufficiente inviare una dichiarazione sostitutiva “riepilogativa”, in cui affermare che:

  • Permangono i requisiti per accedere a “Resto al Sud”;
  • Non sussistono provvedimenti giudiziari interdittivi, cause di divieto, sospensione o decadenza;
  • Il soggetto richiedente gode del pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  • La realtà non si trova in liquidazione volontaria o altra procedura concorsuale;
  • Il programma di spesa finanziato da “Resto al sud” è stato completato e non ha subito cambiamenti sostanziali;
  • Il beneficiario non ha ricevuto altre agevolazioni statali, regionali o comunitarie da qualsiasi ente o istituzione pubblica a finanziamento del programma di spesa ammesso a “Resto al sud”.

Si dovrà altresì dichiarare l’assenza di carichi pendenti e il rispetto delle norme sull’antiriciclaggio.

La documentazione dovrà essere inviata online a Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (www.invitalia.it), ente che si occupa della gestione del bonus.

Resto al sud 2020: erogazione

La tranche aggiuntiva del contributo “Resto al sud” sarà erogata in un’unica soluzione da Invitalia, ente che si occupa della gestione del contributo.

Nel caso in cui le risorse ordinarie non siano ancora state completamente erogate, le somme supplementari saranno corrisposte a saldo dopo la verifica dei requisiti.

Al contrario, se l’intero bonus è stato corrisposto, le spettanze aggiuntive vengono pagate entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta a Invitalia.

Allegati

Ultimo aggiornamento

Martedi 01 Settembre 2020